I sentieri della Liguria: l’Alta Via dei Monti Liguri e l’Alta via del Golfo

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Pugliola di Lerici

Foto CC BY di maupes

La bella terra ligure, fatta di borghi marinari, di città portuali, di un entroterra affascinante è un luogo perfetto per camminare. Mare, monti, borghi si possono scoprire a piedi attraverso interessantissimi itinerari che si possono percorrere a piedi, in bicicletta, a cavallo ma anche in auto. Eccone due: uno ai monti ed uno al mare. Siamo nella provincia di La Spezia una città che ha tanto da offire al visitatore. La sua posizione strategica rappresenta un ottima base per visitare i suoi meravigliosi dintorni.

Ma nella stessa La Spezia c’è tanto da vedere: Il Castello San Giorgio, Il Castello di Coderone, che sorge su una collina nei pressi di Biassa. Il Museo Amedeo Lia, il Museo Civico, il Museo Navale. Meraviglioso il lungomare e i giardini pubblici. E ancora la Chiesa di Santa Maria Assunta con la terraccolta policroma attribuita ad Andrea della Robbia, il quadro “la moltiplicazione dei pani” di G.B. Casoni, il crocifisso ligneo del 300, le statue del Maragliano e le opere di Fiasella, Lomi e Del Santo. Bellissima la Chiesa di Santa Maria della Neve con la Statua di San Giovanni Bosco di Angiolo e l’antico quadro della Madonna. E poi la Chiesa di N. S. della Salute, la Pieve di Marinasco e la Pieve di San Venerio.

L’Alta Via dei Monti Liguri
L’alta via dei monti liguri è un percorso, lo dice il nome stesso, montano che si snoda da Ventimiglia (provincia di Imola), inizialmente sulle Alpi Marittime poi lungo l’arco apennino ligure, fino ad arrivare a Ceparana (nel comune di Bolano, nella provincia di La Spezia) e poi seguendo per lo più lo spartiacque fra la Valle Padana ed il Mar Ligure.

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Vezzano Ligure panorama

Foto CC BY di Davide Papalini

Questo percorso è costituito soprattutto da antichi sentieri e mulattiere percorsi sin dall’epoca preistorica dai liguri dell’entroterra, dediti alla ciacci, alla pastorizia, all’agricoltura di montagna, alle attività legate al bosco, a scarsi traffici commerciali concentrati nelle zone dei valichi sulle principali vie di collegamento fra la costa e la  pianura padana. La maggior parte del percorso corre sopra ai 1000 metri sul livelllo del mate, in un contesto paesaggistico e naturalistico molto interessante.

La segnalazione presente in tutto l’ìtinerario è di colore rosso bianco. Tutto il territorio attraversato è stato teatro, dal 1943 al 1945 della guerriglia partigiana contro i nazifascisti, com’è testimoniato dalle numerose lapidi presenti sul percorso.

La parte che interessa la provincia di La Spezia comprende quelle che gli esperti escursionisti considerano la 16 e 17esima tappa di tutto l’itinerario, percorribili da parte di buoni camminatori rispettivamente in circa 10 ore (passo del Bocco-passo Centocroci) e in 15 ore circa (Passo Centrocroci-Ceparana). Dal Passo del Bocco si prosegue sulla Chiavari Parma e, dopo un breve tratto nella procinacia di Genova si entra nello spezzino arrivando sino a Cassego e risalendo il Monte Crocetta.

Da qui si percorre il crinale dominando a nord la Valle del Taro (nella provincia di Parma) e a sul la Valle del Vara, con una stupenda vista sulla zona di Varese Ligure e Maissana, transitando per il Monte Chiappino e il Monte Zuccone fino a raggiugere il Passo delle Centocroci. Da qui, transitando per il Passo Scassella, il Passo del Lupo e il versante nord del Monte Gottero, si giunge alla foce dei Tre Confini che si trova nel punto di incontro fra le province di Parma, Massa e La Spezia. Da questo punto lungo il crinale fra le province di Parma e Massa toccando il Monte Foceto, si può proseguire verso il Passo dei due Santi, oppure si può proseguire per l’Alta Via , fino al Valico del Rastrello dov’è situato il Sacrario della Resistenza.

Quindi il percorso segue il crinale fra Liguria e Toscana, dominando la Valle del Vara e, in particolare, dei territori di Sesta Godano, Zignago, Roccheta Vara, Calice al Cornoviglio e Bolano con alcuni colpi d’occhio fino al mare, toccando successivamente Monte FIorito, Foce del Termine, Monte Civotaro, Valico I Casoni, aggirando i Monti Coppigliolo e Cornoviglio fino al Monte Alpicella per discendere verso Bolano e Ceparana. La porzione spezzina dell’Alta Via, costistuita da sentieri e, in parte da strade rotabili, può essere percorsa a piedi, con qualche difficoltà durante l’inverno soprattutto sopra i 1000 metri.

Nella bella stagione il percorso è perfetto per la mountanbike e anche per chi ama andare a cavallo. Ma in nuerosi punti del suo tracciato l’Alta Via può essere raggiunta anche in auto ed in autobus e quindi si presta anche per brevi passeggiate.

L’Alta via del Golfo

questo percorso inizia nella meravigliosa Portovenere seguendo il sentiero sgnalato dal CAI con il numero 1. Si sale al Muzzerone dove ha sede la Palestra della Roccia e se si prosegue fino alla costa si arriva sino a Campiglia godendo di una superba vista  sul mare.

Dall’antico borgo di Campiglia proseguendo sul sentiero n. 1 ed attraversando la palestra nel verde, la località Telegrafo, il Bivio Brampane e Monte Grosso, Carpena e Casté, si raggiunge La Foce. Ci sono diverse varianti di questo tratto ma la più interessante è quella del sentiero 4/a che lascia, ma solo temporaneamente il sentiero a Campiglia per riprenderlo a Monte Grosso dopo aver attraversato l’antico borgo di Biassa.

Alla Foce l’itinerario continua attraversando la Via Aurelia nel punto di valico tra il Goldo di La Spezia e la Valle del Vara. QUindi, attraverso Marinasco, raggiunge Mont’Albano, prosegue per un tratto sul crinale fra il Golfo e la Val Durasca e scende a Buonviaggio.

Questo tratto segue in parte le strade rotabili asfaltate e in parte sentieeri ma, con qualche variante, è percorribile interamente con veicoli. Da Buonviaggio si risale lungo la strada rotabile sino a Carozzo e San Venerio per segure poi la via del Monte che inizia a scendere, diventa una scalinata e arriva al Termo incontrando la Via Aurelia nella zona di confine frai comuni di La Spezia, Vezzano Ligure ed Arcola.

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La piazza di Montemarcello

Foto CC BY di Davide Papalini

Entrando proprio nel territorio arcolano, lungo la via Sommovigo e imboccano interessanti sentieri tra i boschi si raggiunge l’antico paese di Baccano da dove si inizia a dominare la valle del Magra e la costa marittima. Da qui si raggiungono Pitelli, Pugliola nel comune di Lerici, la Serra, la Rocchetta, Zanego dal quale riscende per poi risaleire fino a Montemarcello e infine Bocca di Magra. Il tratto che attraversa i comuni di Arcola, Ameglia e Lerici è prevalemente composto da strade rotabili , panoramiche e, in parte, da sentieri che si addentrano nel verde ma , con le opportune varianti, può essere percoso interamente con veicoli.

La Spezia a tavola

A La Spezia la tavola è soprattutto legata al mare: fritture di pesci, molluschi e crostacei, frittelle di bianchetti, frutti di mare muscoli ripieni o alla marinara, polpo, zuppe di pesce, stoccafisso, grigliate di pesci. Ma troviamo anche minestrone, trenette al pesto, pasta alla contadina, mesciua, farinata. E poi i dolci come i buccellati, le torte di riso, castagnaccio. Il tutto innaffiato dagli eccellenti vini come quelli delle Cinque Terre e il Bianco di Marinasco.

http://www.regioni-italiane.net/tra-montemarcello-e-bocca-di-magra-azzurro-del-mare-e-verde-dei-boschi/
http://www.regioni-italiane.net/liguria-tra-cielo-e-mare/