Umbria: alla scoperta delle sue 8 valli

Una delle regioni più piccole, con un’estensione soltanto del 2,8% rispetto al territorio nazionale, la quart’ultima per numero di abitanti, poco più di 900.000, prima di Basilicata, Molise e Valle d’Aosta e l’unica peninsulare non bagnata dal mare. Stiamo parlando dell’Umbria, terra generosa, gioiello incastonato nel cuore dell’Italia.

Valli dell'Umbria

Geografia dell’Umbria

In Umbria non ci sono pianure, per lo meno significative e degne di essere citate. Infatti, il territorio della piccola regione è diviso, e nemmeno troppo equamente, fra montagne e colline: montuoso per il 29,3%, aumentando da ovest verso est e da nord verso sud, diventa ricco di colline per il restante 70,7%. Le vette più alte appartengono all’Appennino Umbro-Marchigiano, principalmente ai confini con le Marche, mentre ad ovest di questa catena si elevano le montagne che potremmo definire secondarie, appartenenti agli Antiappennini Toscano e Laziale.

Le distese di colline, spesso, sono spezzate da depressioni, che danno origini alle Valli (che a volte prendono la forma di Conche), nelle quali scorrono i fiumi, di cui è ricchissima. E’ attraversata dal Tevere, il terzo fiume d’Italia, che entra in Umbria dalla Toscana nella località di Città di Castello, e dai suoi affluenti, fra cui ricordiamo il Nera. Proprio nel punto in cui confluiscono i due corsi d’acqua, si trovano le Cascate delle Marmore. Rilevante anche il Lago Trasimeno, il 4° per estensione nazionale.

Valnerina  

Ed è proprio il Nera che forma la Valnerina, caratterizzata da una morfologia particolarmente montuosa, divisa fra le province di Terni, Rieti, Perugia e Macerata, e che racchiude alcune fra le località più interessanti della Regione, come Visso e Cerreto di Spoleto, oltre ad alcune altre facilmente raggiungibili dalle sue strade, strette e tortuose, come Cascia, Norcia e Leonessa, la prima città libera d’Italia nel 1944.

Centro del Ducato di Spoleto in epoca longobarda, (ed è proprio di quel periodo l’abbazia di San Pietro in Valle, nella località di Ferentillo), si sviluppa fra i Comuni intorno all’alta e media valle del Nera ricadenti nella provincia di Perugia, oltre che di Macerata, nelle Marche, che presentano caratteristiche architetture medioevali. Il maggiore richiamo turistico della Valle è la Cascata delle Marmore.

Valtiberina

Attraversata dal corso superiore del Tevere (non a caso conosciuta anche come Alta Valle del Tevere), si snoda, oltre che in Umbria, fra la Toscana e la Romagna. Il territorio umbro della Valle comprende ancora la provincia di Perugia, fra cui località conosciute come Città di Castello, di fatto il suo capoluogo, San Giustino e Umbertide. Nel fondovalle troviamo una vegetazione tipicamente fluviale, con varie specie di salice, sambuco e corniolo, mentre il sottobosco è ricco di arbusti di biancospino e prugnolo.

Una nota nei trasporti: il sistema, in Valtiberina, è basato esclusivamente su gomma, con esclusione di collegamenti ferroviari, poiché la morfologia appenninica non ne consente la realizzazione.

Val di Chiana

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare della buonissima e pregiata carne chianina, proveniente da una razza bovina molto rinomata, nata in questa valle e conosciuta in tutto il mondo! L’origine di tanta bontà è proprio qui, in questa verde terra compresa tra le province toscane di Arezzo e di Siena, e quelle umbre di Terni e Perugia. Il suo nome proviene dal principale corso d’acqua che la attraversa, il fiume Chiani.

Terra antica di cultura etrusca, presenta strutture di ospitalità di altissimo livello. La parte umbra, fra cui le località di Castiglione del Lago e Monteleone d’Orvieto, è conosciuta anche come “romana”, poiché fino all’Unità d’Italia il suo territorio apparteneva allo Stato Pontificio

Valserra

Anche in questo caso, il nome deriva dal suo corso d’acqua, il torrente Serra, che attraversa la provincia e il Comune di Terni, in cui si trova la valle, nonostante però il territorio appartenga all’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, con esclusione unica di Rocca San Zenone.

Buona parte della Valserra, in cui si avvicendano incantevoli paesaggi ed itinerari naturalistici, proprio grazie a questa sua biodiversità così diffusa, è riconosciuta come un SIC, vale a dire Sito di Importanza Comunitaria, nonché ZSC, acronimo che la identifica come Zona Speciale di Conservazione. I riconoscimenti sono attribuiti nell’ambito della rete “Natura 2000”, dell’Unione Europea, per la salvaguardia, conservazione e protezione degli habitat e delle specie vegetali e animali.

Val Metauro

Essenzialmente in territorio marchigiano, formata dal fiume omonimo, principale corso d’acqua della regione, si estende su una superficie di quasi 1.400 km² fra Pesaro e Urbino, continuando anche in alcuni territori toscani e dell’Umbria. E’ suddivisa in Alta, Media e Bassa valle, con morfologie diverse a seconda dei territori, circondati da alte montagne alternate a cime più basse.

Seguendone il percorso, si è accompagnati da un susseguirsi di borghi pittoreschi arroccati sulle sommità delle colline che dominano il paesaggio. Di rilievo, in tutto il territorio, la produzione di ottimo formaggio pecorino.

Conca temana

Completamente pianeggiante, pur se circondata da un’alternanza di cime e collinette, si sviluppa unicamente nell’Umbria meridionale. Pur essendo interessante dal punto di vista naturalistico, il territorio della Conca, rappresentato anche da numerose realtà agricole, presenta complessi industriali rilevanti persino a livello europeo, specie siderurgici e chimici.

Notevole la bellezza paesaggistica, fra filari di lecci sui versanti montuosi, ed oliveti a bassa quota, oltre a numerose siepi che circondano la zona, che comprende, fra gli altri, i comuni di Terni, Narni (in cui pare rientri il centro geografico della Nazione) e San Gemini, conosciuta in tutto il mondo per la sua acqua.

Val d’Orcia

Anche in questo caso, è il fiume che assegna il nome al territorio, il quale si sviluppa, nuovamente, fra la Toscana e l’Umbria. L’ampia valle, disposta a nord e verso est dell’imponente Monte Amiata, è caratterizzata da splendidi paesaggi e da diversi borghi medievale, fra cui due in particolare, Pienza e Montalcino, conosciuti anche grazie alla cultura enogastronomica della zona, per il pecorino e il vino, il famoso Brunello.

Parco naturale, con aspetti culturali e artistici, la Valle dal luglio 2004 è riconosciuta come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, per l’eccellenza del paesaggio, la sua conservazione e l’intelligente trasformazione.

Piani di Castelluccio

Territorio dell’Appennino centrale, situato sul lato umbro dei Monti Sibillini, ai piedi del Monte Vettore, ha come centro principale, nella provincia di Perugia, il Comune di Norcia, ed in particolare la frazione di Castelluccio, conosciuta per le sue lenticchie piccolissime e saporite, che in primavera inoltrata rendono i campi di coltura una tavolozza meravigliosa durante la fioritura, che comprende anche papaveri e fiordalisi.

In realtà, i “Piani” sono suddivisi in 3, i primi due, Pian Grande e Pian Piccolo, nell’ambito della provincia di Perugia, mentre il terzo, il Pian Perduto, rientra nel territorio di Macerata. Nel Pian Grande si trova il secondo altopiano appenninico più vasto, dopo Campo Imperatore, in Abruzzo.